IL SANTUARIO DI S. ANTONIO DI PADOVA IN TORINO

Una storia iniziata oltre 100 anni fa

La prima opera realizzata dell’attuale complesso architettonico fu un piccolo convento francescano, costruito per far fronte ad una necessità contingente: accogliere i numerosi frati estromessi dai loro conventi in seguito alla legge Siccardi del 1866, che prevedeva la soppressione delle case religiose. Fu p. Luca Turbiglio, parroco della chiesa francescana di San Tommaso a prendere l’iniziativa: consapevole del grave problema dei frati dispersi e senza casa, dopo averne accolti nella sua canonica, nel 1880 si decise a chiedere aiuto per trovare una soluzione dignitosa. Trovò generosa e pronta risposta dal cav. Marietti, tipografo pontificio, che risiedeva vicino alla chiesa di San Tommaso: egli offrì gratuitamente 900 mq di un suo giardino a condizione che fosse usato per costruire una chiesa. Questo fu il primo passo… e poi i mq donati dalla famiglia Marietti arrivarono a 2000!

A questo incoraggiante gesto, altri ne seguirono: la prima offerta in denaro fu del can. Anglesio, padre della Piccola Casa della Divina Provvidenza, seguito da tanti anonimi benefattori che sostennero i primi lavori.

L’obiettivo primario era la costruzione di un piccolo convento con cappella e così fu ultimato il 6 ottobre 1882: era la “casa si Sant’Antonio”!

La cappella richiamava molti fedeli, dal momento che non esistevano altre chiese nel circondario. Divenne urgente continuare i lavori per la costruzione della chiesa che contenesse un numero considerevole di fedeli e il cui progetto richiedeva ingenti fondi: gli scavi iniziarono il 31 agosto 1883, sotto la conduzione del cav. Tealdi, e nel frattempo iniziò a zampillare quella “fonte misteriosa” ed inesauribile che è la carità della gente. Nel 1885 fu portata a termine la costruzione dei muri del Santuario e la facciata, mentre per arredare l’interno occorse un nuovo sforzo economico da parte dei religiosi e dei fedeli. L’anno successivo si poté proseguire la costruzione dell’altare maggiore e dei due altari laterali, della cancellata in ferro davanti al sagrato e della gradinata d’accesso, vennero decorate le colonne, le vetrate, gli stalli del coro e allestita la cassa dell’organo. Con questo lavoro fervente ci si avvicinò a grandi passi alla conclusione dell’opera fermamente voluta per il 13 giugno, giorno della festa del Santo. Correva l’anno 1887.

Il Santuario dedicato a Sant’Antonio di Padova fu consacrato da Mons. Leto, Vescovo di Samaria, in una solenne celebrazione seguita da centinaia di fedeli.

Negli anni successivi fu ultimata la facciata con la posa dei due imponenti leoni, il campanile, le due cappelle laterali dedicate a Maria Santissima Immacolata e al Sacro Cuore di Gesù; infine nel 1912 fu introdotta la grotta di Lourdes nella nicchia dell’ingresso laterale sinistro della chiesa.

Un accenno particolare merita l’organo a canne del Santuario: il primo esistente fu quello del 1891, con cassa lignea disegnata dal Porta, costruito dall’organaro Zeno Fedeli di Foligno, a dieci registri e a sistema tubolare pneumatico, di pregio ma troppo piccolo per sostenere la cantoria che a quel tempo contava numerosi elementi. Così nel 1929, si affidò alla ditta Vegezzi- Bossi- Vittino di Centallo la costruzione di un nuovo grandioso strumento, secondo il progetto del Maestro Roberto Rosso o.f.m., che fu per oltre 50 anni compositore ed organista del Santuario.

Attualmente il convento oltre ad essere santuario per tutti i devoti del santo di Padova è anche sede della pastorale giovanile dei frati minori del Piemonte, un’importante polo per il servizio alle povertà della città, un centro di aggregazione, promozione e dialogo con le terre di missione, con la Terra Santa, con l’ecumenismo.

 

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